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QUANTA POTENZA SERVE AL MIO CONTATORE?

Giovedì, 01 Agosto 2019

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COME VERIFICARE SE LA POTENZA IMPEGNATA È GIUSTA PER LE PROPRIE ESIGENZE, COME CAMBIARLA E QUANTO COSTA.

 

COME VERIFICARE LA POTENZA ASSORBITA
La regola base, molto intuitiva, è che se il contatore salta frequentemente, significa che il carico richiesto supera molte volte la potenza massima impegnata, che di solito è pari a 3 kW con una tolleranza del +10% (quindi 3,3 kW).
 
Tutto dipende da quanti elettrodomestici sono presenti in casa e se siamo abituati a farli funzionare in contemporanea. Un appartamento molto “elettrificato”, con un piano cottura a induzione e il riscaldamento assicurato da una pompa di calore, avrà assolutamente bisogno di un valore più alto dei classici 3 kW, nell’ordine di 4-6 kW.
 
Per visualizzare sul contatore elettronico la potenza istantanea assorbita, bastapremere quattro volte il tasto sulla destra del display. È bene precisare che l’apparecchio rileva e aggiorna il dato ogni due minuti.
 
Continuando a premere il tasto, il display mostrerà, oltre ai consumi di energia elettrica, anche la potenza massima richiesta nelle diverse fasce orarie (quindi P1, P2, P3) nel periodo di fatturazione attuale e in quello precedente.
 
In questo modo, l’utente può verificare se il numero di kW previsti dal contratto di fornitura è sovra/sotto dimensionato rispetto alle sue esigenze. Ricordiamo poi che la nuova bolletta 2.0 indica i valori di potenza massima prelevata nei vari mesi.

 
MONITORARE I CONSUMI
Parlando di potenza prelevata, e non di consumi complessivi, l’aspetto più importante è il numero e il tipo di elettrodomestici che si vuole tenere accesi contemporaneamente, escludendo l’illuminazione dal nostro ragionamento, che ormai grazie ai led ha un impatto molto limitato sul carico elettrico totale.
 
Forno, ferro da stiro, phon, lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere, sono tra gli apparecchi domestici di potenza maggiore, fino a 1.800-2.800 watt, ma in alcuni casi è possibile ridurre il loro “peso” sul contatore impostando un livello di funzionamento intermedio (sull’aspirapolvere ad esempio) o un eco-lavaggio.
 
Griglie e stufe elettriche, scaldabagni elettrici, climatizzatori, asciugatrici, sono altri apparecchi molto energivori. Di norma, quindi, chi ha un contratto standard da 3 kW, deve prestare molta attenzione a non accendere insieme due o più elettrodomestici, ad esempio forno e lavastoviglie.
 
Tra gli strumenti necessari a compiere misurazioni più precise, segnaliamo innanzitutto il wattmetro, che rileva la potenza istantanea prelevata dall’apparecchio cui è collegato e il relativo consumo in kWh.
 
Poi ci sono i kit per monitorare potenza e consumi in tempo reale dell’intera abitazione, facili da installare grazie al sensore-clip da agganciare al cavo di alimentazione del contatore e al piccolo display portatile wireless. In questo caso, la spesa è maggiore, perché si parte da circa 50 euro, in base ai modelli.
 
Ci sono alcune funzioni particolarmente utili, ad esempio si può impostare un allarme sonoro che avverte quando si sta per superare la potenza massima preimpostata.
 
Per avvicinarsi al concetto di “casa intelligente”, senza eseguire interventi più invasivi sull’impianto elettrico, con poche decine di euro si possono acquistare delle prese smart che si connettono in Wi-Fi al cellulare con un’applicazione.
 
Queste prese consentono non solo di monitorare potenza assorbita e consumi degli apparecchi collegati, ma anche di comandare da remoto gli elettrodomestici, ad esempio programmando accensioni e spegnimenti.
 

COME E QUANTO COSTA CAMBIARE POTENZA
Per cambiare la potenza del contatore, è possibile inviare la richiesta al proprio fornitore di energia elettrica. Alcuni fornitori mettono a disposizione il portale web, attraverso cui fare richiesta di variazione del contratto, in altri casi dovrai contattare il servizio clienti.
 
Puoi approfittare del cambio potenza contatore per affidarti ad un nuovo fornitore con una tariffa più conveniente.
 
Relativamente all'aumento di potenza, ad aprile 2017 è stato deciso di eliminare per i due anni successivi il contributo fisso amministrativo (il cui importo è riportato nella tabella qui di seguito) e di ridurre di circa il 20% il contributo previsto per ogni kW di potenza aggiunto.
 
Clienti mercato tutelato
- Un contributo fisso amministrativo di circa 26 € richiesto dal distributore (eliminato fino a dicembre 2019);
- Una quota potenza pari a 69,99 €/kW relativa alla potenza aggiuntiva richiesta (ridotta a 55,33 fino a dicembre 2019);
- Un contributo fisso di 23 €, per la gestione della pratica del fornitore.
Clienti mercato libero
- ​Il costo dipende dalle singole condizioni contrattuali, fatto salvo che il distributore imputa comunque al fornitore 26 € di contributo amministrativo (eliminato fino a dicembre 2019);
- La quota per la potenza aggiuntiva 69,99 €/kW (ridotta a 55,33 fino a dicembre 2019).